Come il digitale cambia la politica, come la politica usa il digitale
Nonostante che il digitale diffonda le modalità per confrontarsi e creare una società trasparente e aperta, la politica rifugge dal dialogo e si chiude in blitz inefficaci e dannosi per il senso stesso della democrazia.
Siamo quasi alla fine - ma nuove sorprese potrebbero attenderci - di una settimana di evidente difficoltà della democrazia italiana:
- gli scontri in Val Susa mostrano quanto il famigerato effetto Nimby riesca a mettere sotto pressioone l'efficacia e la legittimità delle procedure decisionali e a creare resistenze e mancanza di legittimazione dell'agire pubblico;
- temi importanti quali la tutela del diritto d'autore ed il diritto ad essere informati attraverso la Rete sono stati resi oggetto di un tentativo censorio improvviso e rapido (un "blitzkrieg" si direbbe) da parte dell'Agcom;
- una manovra finanziaria significativa dal punto di vista dell'entità e seria dal punto di vista del momento in cui cade è, in modo imbarazzante, contaminata da un comma ad-personam ripudiato dallo stesso Ministro dell'Economia.
Il bilancio è sconsolante. Nonostante che il digitale diffonda le modalità per confrontarsi e creare una società trasparente e aperta, la politica rifugge dal dialogo e si chiude in blitz inefficaci e dannosi per il senso stesso della democrazia.
E' forse questo il segno che più dimostra come la politica sia ormai distante dalla società: quanto più quest'ultima - modificata da persone sempre più libere di informarsi e prendere decisioni in modo autonomo - richiede trasparenza e confronto, tanto più si assiste a tentativi di incidere sul sistema opachi, nascosti in provvedimenti limitatamente oggetto di discussione, rapidi fino al sospetto dei loro intenti.
E' quanto accaduto con la vicenda Agcom: per fortuna in questo caso la reazione è stata immediata ed organizzata, incisiva e competente: parleremo su questo blog di quanto a questo punto succederà.
Il digitale è sempre più una difesa di fronte all'esigenza di una democrazia di essere veloce e capace di decidere. Obiettivi giusti e legittimi, ma sicuramente non meritevoli di mettere a repentaglio le procedure di controllo democratico e i valori che questi sottendono.
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