Come il digitale cambia la politica, come la politica usa il digitale
Sapranno gli insegnanti correggere correttamente il tema sui social media? La formazione al marketing digitale è un fattore importante nel rapporto fra docenti e studenti nella scuola italiana di oggi e domani.
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In tutta franchezza, non poteva mancare una traccia che richiamasse i social media - in questo che è stato l'anno di Facebook e dei social così come certificato dalla lista degli uomini più inflluenti su Time - ed infatti la traccia su Andy Warhol suggerisce di ragionare sul concetto di fama e su come questa può sorgere a partire dalla Rete.
Il titolo recita infatti: "Nel futuro ognuno sarà famoso al mondo per 15 minuti. Il candidato analizzi il valore assegnato alla fama nella società odierna e rifletta sul concetto di fama proposto dall'industria televisiva (reality e Talent Show) o diffuso dai social media (Twitter, YouTube, Facebook)"
E' evidente un segnale positivo di attenzione alla quotidianità delle nuove generazioni e di stimolo a riflettere su alcuni aspetti cruciali del loro uso del digitale. Il titolo li avrà infatti sollecitati ad argomentare:
- in merito al rapporto fra media tradizionali e nuovi media;
- a cominciare ad avventurarsi sull'importanza della condivisione della conoscenza, del passaparola e di quello che nel marketing definiremmo viralità;
- a pensare a come la relazione con i fan/follower sia dipendente dalla coerenza di un piano editoriale e a dare evidenza di casi di fama raggiunta proprio grazie alla Rete, come il giallista John Locke che ha raggiunto quota 1 milione di ebook venduti grazie al digitale e ad Amazon.
Il tema è molto interessante anche perchè induce a comprendere le criticità dei social sul fronte della privacy e gli aspetti di cautela che vanno sollevati sul fronte della mitomania e del cyberbullismo.
La mia preoccupazione è però un'altra: sapranno i professori comprendere e valorizzare quanto gli studenti faranno emergere in questa parte del tema? Riusciranno a lasciarsi alle spalle ogni eventuale diffidenza o snobismo culturale ed immergersi nel presente con competenza ed apertura? Il mio augurio è certamente che lo facciano e lo facciano di buon grado.
C'e bisogno di formazione al digitale a partire dalle scuole così come c'e bisogno di educazione civica: questa sensibilità è infatti un fattore importante nel rapporto fra docenti e studenti nella scuola italiana di oggi e domani.
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alle 09:49
Luigi Vassallo
sicuramente no :-)