Come il digitale cambia la politica, come la politica usa il digitale
Forte dei 100 milioni di utenti appena raggiunti, il Presidente esecutivo di Linkedin, Reid Hoffman dipinge il Web 3.0 a partire dalla enorme quantità di dati di cui potrà disporre e soprattutto dall'immediatezza con la quale noi utenti immetteremo informazioni sulla Rete arrivando al punto di non accorgerci neppure della mappatura di contenuti che contribuiremo a creare.
Dal cellulare e dal PC desktop, dal tablet su cui prenderemo appunti sul divano e dai molteplici accessi alla cloud di cui sarà costellata la nostra vita quotidiana, diventeremo parte di quella crowd che condividerà conoscenza sia "implicitamente", attraverso la profilazione legata a noi stessi ed ai luoghi nei quali verremo localizzati, ed "esplicitamente" attraverso i commenti, le recensioni, le foto e il mare di suggerimenti che daremo al resto degli utenti della Rete.
In questa prospettiva, ciò che più conta però è come tali informazioni potranno essere reperite, organizzate e rese disponibili a ciascuno di noi. Oggi assistiamo ai due grandi fiumi della search (modalità pull) e dei social media (modalità push) che sempre più spesso si incontrano a partire dal +1 di Google, dagli sviluppi della search dei diversi social e dai primi esperimenti di social news come il Live Journal di Linkedin.
Ma nel futuro - e non sappiamo ancora su quali piattaforme questo avrà luogo - si svilupperanno quelle forme di granularità che David Weinberger ha riconosciuto come massima espressione della libertà e dell'efficienza della Rete: il fatto che ciascuno di noi possa classificare le informazioni in modo a sè confacente esplode l'organizzazione dei contenuti e li rende virtualmente capaci di adattarsi al meglio alle esigenze ed alle preferenze di ciascuno di noi. In questo senso il tagging al centro dei siti di social bookmarking o di forme di sharing come Flickr è particolarmente significativo.
Un'informazione sterminata, ma capace di adattarsi alle forme di ricerca e fruizione di ciascuno di noi, è poi anche un'informazione liquida, in grado di circolare velocemente e di superare il rumore di fondo attraverso il filtro del passaparola e della raccomandazione del nostro circuito di contatti.
Quali implicazioni questo scenario dipinga per la trasparenza delle informazioni e per la vita delle democrazia è certamente una domanda a cui la Rete darà risposta se saprà diventare di patrimonio comune, al di là delle diffidenze e delle resistenze nella società, nei media, nella politica.
* Il disegno di Reid Hoffman è tratto da Fanpage.
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